25 luglio 2014

MARIUS MASON E LE SUE "BLUEBELLS" ALLA GALLERIA 33 DI AREZZO

Non aspettatevi alcuna fiaba, Marius Mason non racconta storie e non mette in scena alcun racconto fantastico o immaginato. 
Marius Mason è attratto dal creato, da tutto quello che la natura, aliena da qualsivoglia presenza umana, offre a chi possiede la sensibilità di cogliere l’essenza delle cose e di saggiare lo spessore palpabile e la profondità densa insite in un mero frammento di cielo o lembo di terra. La forma che le nubi assumono agli occhi dei bambini appaiono come disegni di una realtà figurata, che non esiste se non negli occhi di chi vuole cogliere quella visione. 
E allora ecco che in cieli terzi, attraversati da nuvole stratiformi, pare di scorgere il profilo di una sposa Bride o di un feto Nathalie. Così, seguendo il pensiero del fotografo, si può affermare, citandolo, che “la purezza della rappresentazione fotografica e il carattere minimalista sono le fondamenta per la realizzazione dell’interpretazione visuale e dell’espressione artistica”.

Le opere esposte, rappresentative di serie diverse, sono unite sotto il segno di una ricerca rivolta alla realtà fenomenica, al mondo naturale, colto nella sua verità, eppure reinterpretato in chiave ora essenziale e rarefatta, ora decorativa e personale. 

Esclusivamente fotografia analogica da diapositiva, per una selezione di lavori cronologicamente compresi tra i primi anni Novanta - Bluebells e Carbon Industry - e il 2004 - Tuscany Hills, che rappresenta è uno dei primi omaggi alla Toscana, sua nuova terra. 

Un arco di tempo che comprende sperimentazioni eterogenee: in primis il corpo di “Still life” con conchiglie e altri oggetti, che si compongono a determinare geometrici ensemble inanimati, astratti e musicali. 

Icona della mostra è Bluebells, rappresentazione di un luogo che oggi non c’è più, ma che un tempo costituiva un’isola di verde a ridosso della metropoli inglese. La distesa di campanelle in primo piano, la fascia mediana in cui esse assumono densità e sembrano quasi cullare in un moto oscillante gli alberi, che si levano con i loro fusti leggeri seguendo un ritmo libero, su di uno sfondo che già assume i primi segni dell’avanzare inesorabile della grande città. Rappresentativa della serie Sunset, la n°01, rende conto di una raccolta in cui le variazioni atmosferiche definiscono forma e confini del soggetto inquadrato, il quale, in quell’istante, assume un tono destinato a scomparire rapidamente, lasciando il posto ad un’altra nuance, che virerà costantemente in nuove sfumature. In essa, la divisione in fasce è tutta affidata al colore, che si sovrappone in bande orizzontali dai limiti permeabili, a costituire un’astrazione dal dato terreno. Proseguendo l’iter espositivo, incontriamo le ninfee Water lily, il lago ghiacciato Frozen lake, e particolari come la texture di una corteccia Tree detail e un frammento di cielo Sky mirror, tutto a determinare una galleria, e insieme un vocabolario, che ben attestano come “l’ispirazione sia mossa dalla natura, fonte inesauribile – citando le parole di Mason - di stimoli e suggestioni”.

B
IOGRAFIA
Nato a Zug, in Svizzera, nel 1966. Ha studiato fotografia a Londra presso il City of Westminster College, ottenendo nel 1992 il BTEC National Diploma Design Photography. Nel 1993 frequenta il corso all’Università di Westminster Bachelor of Arts, laureandosi in Photography and Multi Media nel 1997. Espone dal 1985 in spazi pubblici e privati e dai primi anni Ottanta è attivo in collaborazioni e pubblicazioni con periodici e riviste del settore. 

La mostra Bluebells inaugurerà venerdì 25 luglio alle ore 20.00 e resterà visitabile ad ingresso libero fino al 23 agosto 2014 da martedì a sabato ore 16.30 - 19.30 presso Galleria 33 ad Arezzo.


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