11 dicembre 2013

"ALBERO. OMNIA TEMPUS HABENT": LA NUOVA INSTALLAZIONE ALLA GALLERIA 33 DI AREZZO

A nove mesi dalla sua apertura, la 33 mette in mostra un’opera sperimentale, ideata e realizzata da Luciferi, alias Luca de Pasquale e Enrico Fico, intitolata Albero. Omnia tempus habent.
L’opera sarà “svelata” domenica 22 dicembre alle ore 18 in via Garibaldi 33, Arezzo. Esclusivamente per l’occasione sarà possibile vederla da vicino: infatti, pur restando in loco fino al 6 gennaio, Albero sarà visibile solo dall’esterno.


Albero non viene proposto come esempio di originale creazione artistica, ma come veicolo di un messaggio generazionale, un monito a riflettere sulla contemporaneità: l’installazione parla della condizione interiore delle nuove generazioni e delle difficoltà materiali che l’uomo moderno incontra nel tentativo di rapportarsi al suo tempo e all’ambiente in cui opera.
È una metafora, che si origina da un’esigenza profonda e personale, ma, allo stesso tempo, capace di assumere valenza collettiva. Un “nuovo nato” che, nudo e privo di difese, rimuove il passato e ribalta la sua posizione nel mondo, capovolgendo lo sguardo verso quel suolo che lo ha espulso, per attingere dall’alto l’energia di cui necessita per rinnovarsi. Ha rami proiettati verso il basso, ma non cerca di ancorarsi a terra e non mostra le radici, ma solo il suo scheletro. Esiste, appartiene al presente ed è una prova tangibile di speranza e rinascita.

«Interpelliamo l’albero con le grida e le rivendicazioni di una generazione che non riesce più a comprendere quale sia il verso giusto in cui guardare il mondo, quale sia la prospettiva corretta perché questo acquisti un senso»: questo è il nocciolo del progetto di Luciferi, rispetto al quale l’albero rappresenta una «rilettura postmoderna di un simbolo universale e polisemantico».
Il duo scrive in merito: «L’albero, l’elemento terrestre per eccellenza, viene innestato nella dimensione uranica: l’inversione diventa la cifra di rilettura della contemporaneità, soprattutto nel momento conclusivo del ciclo del tempo che segna la fine, ma che nell’inversione è in realtà un inizio. L’inversione della prospettiva diventa la chiave di volta per comprendere il senso della realtà attuale. Il bianco è il suo colore, contiene tutto lo spettro cromatico e, come il nero, simboleggia un confine, quello iniziale della vita. L’essenzialità delle forme concretizza l’approccio ermeneutico della decodifica del mondo». È dunque l’albero dell’inizio, della vita.

L’iniziativa è in collaborazione con lo studio di sperimentazione fotografica Luciferi Visionibus, che propone, fino al 6 gennaio, nella sua sede in via de Redi 15 ad Arezzo, l’esito di un progetto, opera di un collettivo di sei fotografi, dedicato al medesimo tema, l’albero. Una mostra, quest’ultima, in cui passato e presente convivono: la cianotipia, antica tecnica di stampa fotografica, reinterpreta e affianca forme e mezzi della contemporaneità. 

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