14 febbraio 2013

HATS ON FILM: IL CAPPELLO DI PAGLIA VA IN SCENA AD HOLLYWOOD



Sapevate che il 2013 sarà l’anno della cultura italiana negli Stati Uniti? E così per celebrare questo avvenimento, non poteva mancare una mostra interamente dedicata al Made In Italy, che racconta e celebra il lungo “amore” tra il cinema e i cappelli di paglia del ConsorzioIl cappello di Firenze. In attesa della notte degli Oscar, il Consorzio  e Artigianato e Palazzo inaugurano “Hats on film” presso l’Istituto di cultura italiana a Los Angels, un’occasione straordinaria per riportare questo manufatto storico dell'artigianato toscano, sinonimo da secoli di stile ed eleganza, sotto i riflettori del grande pubblico internazionale. 

Al centro dell’esposizione le installazione di molte centinaia di cappelli di paglia che saranno personalizzati “dal vivo” da esperte modiste a seconda dei gusti del pubblico, la proiezione di “Hats on Film” un film realizzato con il montaggio serrato di momenti celebri della storia del cinema in cui il cappello è il “protagonista”, curato dalla Film Commission della Regione Toscana e infine una mostra fotografica sulle lavorazioni e sui cappelli d'epoca con immagini storiche selezionate in collaborazione con la Galleria del Costume di Palazzo Pitti.




Afferma Stephen Jones, grande maestro inglese di cappelli: “Quando penso a un bel cappello di paglia, è italiano. I cappelli di paglia più eleganti sono sempre stati realizzati dalla paglia ‘Leghorn’ di Livorno, una città sulla costa non lontana da Firenze, e adoro l’idea che gli artigiani che lavoravano il cuoio spesso facevano anche cappelli. Per me, il cappello di paglia perfetto rappresenta l’essenza de “La Dolce Vita”, dormicchiare all’ombra di un albero un pomeriggio d’estate a Fiesole...

Stereotipi dunque legati all’artigianato Made In Italy, stereotipi che hanno rivestito un ruolo chiave nella definizione di eroi e personaggi, che ad esempio, hanno associato la loro immagine proprio ad un particolare copricapo: da Francis Ford Coppola, Harrison Ford, Julian Sands, fino all'indimenticabile Mariangela Melato in Travolti da un insolito destino… di Lina Wertmuller.

Molte aziende del Consorzio “Il Cappello di Firenze” hanno collaborato con i costumisti di alcune celebri produzioni cinematografiche internazionali e i loro cappelli hanno incorniciato gli splendidi volti di star hollywoodiane, come Julia Roberts che in Pretty Woman, la commedia romantica con Richard Gere che ha incantato gli spettatori di tutto il mondo, indossa gli eleganti cappelli in paglia della ditta Memar e nel più recente Mangia Prega Ama le colorate creazioni di Facopel


Sono invece dell’azienda Grevi i cappelli indossati da Cher in Un tè con Mussolini di Franco Zeffirelli, mentre Memar ha realizzato per Dolce e Gabbana la cloche in paglia che Samantha Jones, interpretata da Kim Cattrall, sfoggia nel film di successo Sex and the City. 


Infine, i cappelli della ditta Marzi sono stati utilizzati nell’ultimo lavoro di Giuseppe Tornatore La Migliore Offerta con Geoffrey Rush e Sylvia Hoeks.

E per concludere una curiosità sconosciuta ai più che lega il mondo del cinema hollywoodiano con la Toscana e la produzione dei cappelli: il matrimonio tra la figlia dell'attore Premio Oscar Fredric March e il figlio di Beppe Fantacci, illustre cappellaio che negli anni Trenta ha esportato il cappello fiorentino negli Stati Uniti.



HATS ON FILM/IL CAPPELLO NEL CINEMA
Istituto di Cultura Italiana 
Los Angeles 

mercoledì 20 febbraio – venerdì 8 marzo 2013 

Inaugurazione mostra ad inviti martedì 19 febbraio ore 18,30 



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