28 gennaio 2013

SURFACEART. IL 3D CORRE LUNGO LE PARETI

Tutto è nato dal desiderio di creare una nuova decorazione verticale che grazie alla materia e alle forme rendesse infinita una superficie. Un mosaico che una volta composto ricostruisse una vera e propria parete scultura.
Si chiama 3D Surface il progetto voluto da Romano Zenoni, Alessandro e Stefano Fazzuoli artigiani con esperienza nel settore delle finiture d’interni e dal designer Jacopo Cecchi che ha elaborato le texture degli originali rivestimenti. 
Ne è nata una collezione di tredici diverse texture formate da elementi che una volta applicati dialogano l’uno con l’altro riproducendo effetti unici anche grazie all’utilizzo di materiali come la malta ceramizzata fibrorinforzata. Pareti artistiche e sviluppate artigianalmente - con l'ausilio di macchinari – che emergono dal muro e che i clienti possono richiedere e personalizzare a piacimento. In questa intervista ci raccontano i segreti della loro originale attività.


A quale esigenza estetica e funzionale va incontro questo progetto?
Questo progetto ha funzioni estetiche, una semplice parete se rivestita con i prodotti 3D Surface assume connotati unici, si arricchisce e si anima, dando vita ad una parete emozionale. Uno slogan ricorrente che ci ripetiamo spesso è "abbiamo fatto parlare i muri". A tale funzione poi si aggiunge quella che è intrinseca al materiale e alle geometrie su di esso scolpite e cioè di isolamento e assorbimento acustico. I prodotti sono stati testati e certificati con ottimi risultati.

Come si realizzano questo tipo di pareti? Quanto lavoro manuale c'è alla base di ogni progetto? Quanta tecnica e quanta tecnologia?
Le idee vengono sviluppate artigianalmente con l'ausilio di macchinari per rendere perfette tutte le linee e le superfici. Questa è una fase fondamentale per permettere la riuscita del prodotto. Solo con la perfezione delle forme si ottiene il risultato voluto.

Perché il vostro si può definire il loro un lavoro artigianale?
Ogni singolo prodotto viene considerato come una vera e propria opera artistica e come tale viene curato. La figura dell’artigiano è fondamentale per realizzare questi prodotti.

A cosa vi ispirate nella ideazione delle varie 'fantasie'?
L'azienda collabora con il designer Jacopo Cecchi, il quale si interfaccia con l'azienda proponendo le sue idee e plasmando le nostre.
L’ispirazione spazia da elementi naturalistici, a idee geometriche o del tutto fantasiose. 
La collezione attuale è uno spunto per architetti e progettisti che desiderino inserire delle loro fantasie sui propri progetti. 

Qual è il vostro mercato di riferimento e quale il tipo di clientela interessata al vostro prodotto?
L’impiego di questi prodotti è polivalente ed universale; permette l'utilizzo a livello internazionale e si rivolge ad una clientela medio alta. Fino ad oggi non abbiamo trovato persona e potenziale cliente che non sia rimasto affascinato dalle nostre pareti, soprattutto dopo aver toccato con mano il prodotto.
Quali novità presenterete nell'anno appena iniziato?
Un mercato molto importante è il Custom. L'azienda infatti è lieta di cucire su misura rivestimenti decorativi realizzati ad immagine dei clienti più esigenti privati ma anche aziende. Tra queste Max Mara, Twin-set, Rolex e tanti altri. 

Laura Antonini

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