5 dicembre 2011

DOPO I "PROTAGONISTI", ARRIVANO ANCHE I "TIROCINANTI"

La sezione "I Protagonisti" sta riscuotendo un notevole successo. E così ci siamo chiesti: "Ma perché non dare spazio anche ai giovani che hanno appena concluso l'edizione 2011 dei tirocini OmA-Provincia di Firenze?". La loro esperienza può essere utile per tutti coloro che desiderano iniziare a muovere i primi passi nel mondo dell'artigianato, per cui abbiamo deciso di pubblicare le tre interviste, curate da Verdiana Fontana, responsabile dei tirocini formativi promossi da OmA e dalla Provincia di Firenze, a Roberta Paci, Eugenia Di Rocco e Alice Venturini, che hanno appena terminato il loro stage in bottega.

In attesa di organizzare, la prossima primavera, una mostra con esposti i manufatti che hanno sapientemente realizzato durante il corso della loro formazione, seguite dall’instancabile attenzione degli artigiani, le abbiamo intervistate insieme ai loro maestri artigiani.

Roberta trentaduenne è da sempre orientata verso la formazione artistica, ha frequentato l’Istituto d’Arte di Porta Romana con indirizzo conservazione e tecniche antiche; successivamente si è diplomata in Tecnico esperto in restauro dipinti presso l’Istituto per l’arte e il restauro di Palazzo Spinelli indirizzo di restauro tele e tavole. 
Prima di iniziare il tirocinio OmA presso La Bottega dei Grassi Nesi, Roberta aveva già fatto esperienze di stage in alcuni studi di restauro, presso alcune Chiese e Santuari, è stata assistente presso Palazzo Spinelli alla Docente di Restauro Estetico ed ha lavorato come decoratrice presso una ditta di ceramica.


In una frase, cos’è per te Roberta l’Artigianato?

L’artigianato è per me il recupero e la valorizzazione degli antichi  mestieri che venivano svolti in una bottega.

Cosa ti ha mosso la prima volta verso il mestiere artigiano? Perché hai deciso di fare l’artigiano?

Penso che questa mia propensione verso l’artigianato sia dovuta all’aver frequentato una scuola come l’Istituto d’arte di Porta Romana, con indirizzo in conservazione e tecniche antiche. Lì ho riscoperto alcune delle vecchie tradizioni, come la tessitura, il  mosaico, la tempera ad uovo.

Come hai imparato il mestiere?

Il mestiere dell’artigiano penso che si impari facendo una certa esperienza in bottega, avendo un bravo maestro artigiano che ti segue e  ti insegna  il lavoro. La scuola che ho frequentato di arte e restauro, Palazzo Spinelli, mi ha dato una buona preparazione per quanto riguarda il restauro ma non sufficiente a svolgere la mansione di artigiano.

Avevi in precedenza già fatto un Tirocinio presso un’azienda artigiana o questa è stata la prima volta? 

Avevo già avuto modo di concludere il percorso formativo scolastico con un tirocinio di sei mesi presso il laboratorio di restauro dei docenti dell’Istituto.

Descrivi in che cosa è consistito il progetto formativo: come è stato sviluppato, cosa hai realizzato, quali tecniche e quali materiali hai usato?

La possibilità di apprendimento in bottega si è basata sulle attività che questa ha svolto  nei sei mesi di tirocinio. Alcune attività sono state realizzate in laboratorio ma altri incarichi sono stati condotti fuori sede, venendo a contatto con realtà imprenditoriali nuove a cui mi sono dovuta adattare e confrontare. La maggior parte dei lavori è stata di recupero di singoli manufatti, ossia di restauro, ma alcuni sono stati anche di carattere quasi seriale, come 60 manufatti da lavorare a foglia argento.
Ogni lavoro iniziava con un programma di restauro, anche se variabile in corso d'opera, fino alla consegna del manufatto terminato. Gli incarichi sono stati molteplici: dalla pulitura, alla doratura, all'integrazione di parti mancanti, sia in legno che in stucco, a lavori di carpenteria come il consolidamento di una struttura a baldacchino o strutture provvisorie per allestimenti  di eventi.
Quando possibile le tecniche utilizzate sono state quelle tradizionali del restauro di dipinti  e legno con l'uso di colle animali, stucco, cere, resine, integrazioni pittoriche con colori all'acqua. Per incarichi straordinari è stato necessario creare ex-novo pitture di figure a  caricatura  su muri con tempere murali.

Il Tirocinio ha aumentato le tue competenze? In che cosa ti senti migliorata dal punto di vista della manualità, della creatività e dal punto di vista pratico che cosa hai appreso ? ti sei fatta un’idea della realtà aziendale? E di come si gestiscono le relazioni col pubblico: clienti e committenti?  

Senza dubbio questa esperienza ha migliorato le mie competenze, soprattutto sull’organizzazione di un lavoro, rendendomi più autonoma sullo svolgimento di tali mansioni. Avendo fatto lavori anche non inerenti al mio percorso di studio, come realizzazioni di cornici, finitura di mobili, dorature, opere di carpenteria  ho avuto la possibilità di allargare le competenze e scoprire procedimenti  nuovi. Ciò è stato un  arricchimento personale. Nella bottega ospitante, essendo anche  negozio aperto al pubblico, ho appreso, anche se 6 mesi sono breve tempo per instaurare rapporti con la clientela, come realizzare preventivi di restauro o interagire con il pubblico, dato che Eva e Tommaso - i titolari della bottega - mi hanno resa partecipe più volte in relazioni con il pubblico e con alcuni committenti.

Cosa ti aspetti ora che il Tirocinio è finito, come pensi di utilizzare l’esperienza fatta, quali sono i tuoi progetti futuri?

Sicuramente farò tesoro dell’esperienza vissuta presso la Bottega dei Grassi Nesi, sia professionalmente che umanamente, al momento non ho progetti ben precisi per il mio futuro. Sinceramente non mi sento molto pronta per continuare questa strada da sola, aprendomi un negozio o un laboratorio di restauro. Credo che cercherò un lavoro, possibilmente inerente ai miei studi.

Quali consigli daresti ai giovani che come te avranno l’opportunità di fare un Tirocinio presso un’azienda artigiana? 

Un consiglio che posso dare è quello di “rubare con gli occhi” passo per passo al vostro maestro artigiano, rendendovi sempre partecipi nei loro lavori. Perseverare, senza demotivarsi per un lavoro non perfettamente riuscito.

Quali sono stati i punti di forza e di debolezza della tua esperienza in bottega ? Se ci sono stati dei punti di debolezza hai delle proposte, idee, suggerimenti da dare per far si che le prossime esperienze formative siano migliorate ?
  
Ho sfruttato la capacità manuale già acquisita sia con  la pratica scolastica sia da precedenti esperienze di stage unita alle conoscenze di base di alcune  tecniche di lavorazione.
Ho trovato  punti di debolezza nella mia esperienza, tra cui la mia poca autonomia, la mia lentezza,  la mia poca organizzazione nel gestire un lavoro da sola. Devo dire che Eva e Tommaso hanno fatto si che sviluppassi certe mie carenze.

Conosci il blog http://omaventiquaranta.blogspot.com che OmA ha creato pensando proprio ai giovani aspiranti artigiani  che vogliono farsi conoscere e dialogare con i loro colleghi coetanei ma anche per inventare, proporre e realizzare concretamente delle collaborazioni creative oltre che per essere informati con notizie che vengono periodicamente inserite in materia di Artigianato sulla normativa regionale e nazionale, sulle possibilità di partecipare a concorsi, a bandi, a finanziamenti per avviare un’impresa ecc…?
E’ possibile anche nella sezione “I protagonisti” comparire con una scheda personale: vedi le schede che abbiamo già pubblicato

Sì, conosco il blog e  a breve entrerò a farne parte.

La Bottega dei Grassi Nesi
Restauri - Antichità
Via A. del Pollaiolo 90/92
50142 Firenze
Tel 055 715775 Cell 393 9223413


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